2012-02-19

L'inquinamento dei pannolini , usiamo quelli lavabili


Pannolino lavabile

Quando si dice che un bambino del Nord del mondo ha un peso ambientale pari a quello di 50 bambini africani messi insieme, si comprende anche la prima infanzia, dalla nascita fino ai tre anni. Lo spreco non è solo imputabile alle incredibili quantità di giocattoli e abitini ma anche e soprattutto ai pannolini monouso, fatti di cellulosa e un po' di plastica. Solo in Italia ogni giorno se ne usano mediamente 6 milioni e mezzo di pezzi; ben 2,2 miliardi l'anno; così, l'evacuazione dei bisognini di bimbi richiede 600.000 tonnellate di pasta di legno; è come dire che ogni pupo manda in discarica l'equivalente di diversi alberi di alto fusto, prima ancora di aver imparato a leggere riviste pesanti un chilogrammo e per il 90% pubblicitarie. Confrontando i pannolini monouso con quelli lavabili per l'arco di utilizzo medio di due anni e mezzo pro infante, è stato calcolato che produrre i primi richiede una quantità di energia 3,5 volte più grande di quella necessaria per i secondi, si consumano quantità di materiali non-riutilizzabili 8 volte più grandi, si generano rifiuti solidi 60 volte superiori; e occorrono quantità di terra 4 volte più grandi di quelle necessarie per produrre i materiali naturali dei pannolini riutilizzabili. I pannolini usa e getta sono una sfida particolarmente ardua in termini di gestione dei rifiuti perché impiegano centinaia di anni per decomporsi. I pannolini di cotone lavabili detti anche «ciripà» sono molto meno costosi di quelli usa e getta e non sono più un enorme sacrificio, grazie alle innovazioni introdotte negli ultimi anni (indicazioni sul sito www.bilancidigiustizia.it, offerte dalle famiglie bilanciste con bimbi piccoli).
C'è però chi è andato oltre le soluzioni autogestite da mamma e papà. L'annoso problema ambientale dei pannolini «liberatori ma inquinanti» ha attirato l'attenzione dei verdi britannici che sono arrivati a una proposta politica, nel quadro delle iniziative per un'economia a rifiuti zero. Partendo da un po' di calcoli ripresi dal sito www.equologia.it. Ogni anno la Gran Bretagna consuma circa 3 miliardi di pannolini, che costituiscono il 4% dei rifiuti domestici e finiscono in discarica. Per acquistarli, mamme e papà spendono ogni anno l'equivalente di 893 milioni di euro, 1.500 a bambino, considerando una media di 5.000 cambi prima di abituarsi al vasino. Parallelamente, lo stato spende oltre 60 milioni di euro per smaltirli in discarica o incenerirli.





Ebbene, dicono i verdi inglesi, con soli 223 milioni di euro si potrebbero regalare a tutti i genitori pannolini lavabili gratis e anche fornire loro dei servizi gratuiti per il lavaggio. Usare i pannolini riutilizzabili in cotone piuttosto che quelli usa e getta farebbe risparmiare 890 euro per il primo figlio, 1200 per il secondo se si usano gli stessi pannolini. Per esempio, fornire a tutti i genitori dei pannolini gratis costerebbe 128 milioni di euro: l'equivalente di un aumento pari a 4,28 euro sulle tasse annuali medie. Ma ciò genererebbe risparmi per i genitori di 536 milioni di euro all'anno, cioè più di 4 volte l'investimento iniziale. In alternativa, fornire a tutti i genitori pannolini gratis e servizi gratuiti di lavaggio genererebbe risparmi di 893 milioni di euro all'anno per i genitori. Questo richiederebbe un investimento più alto: l'equivalente di un aumento di 38 euro sulle tasse medie annuali. Ma avrebbe il vantaggio di stimolare un'intera economia locale nella pulizia dei pannolini creando posti di lavoro sostenibili, col risultato che i soldi rimarrebbero nella comunità invece di andare alle multinazionali che producono pannolini usa e getta. Secondo le stime, si potrebbero creare 50.000 posti di lavoro in più, riducendo le emissioni di gas serra e assicurando benefici ambientali e di qualità della vita. Già oggi in Gran Bretagna molti consigli di contea offrono sussidi ai genitori che usano pannolini riutilizzabili, per risparmiare sugli altri costi dello smaltimento in discarica. Tuttavia, questi schemi variano moltissimo nel paese. Alcuni sono temporanei, altri si applicano nel lungo periodo, altri ancora offrono anche servizi di lavaggio pubblici